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venerdì 6 marzo 2009

Tacchini bugiardi

Un ricco bolognese aveva perso una scommessa con Rossini e pertanto, a mo' di pegno, avrebbe dovuto invitarlo a pranzo a casa sua e fargli trovare un tacchino infarcito di tartufi. Passato qualche tempo, visto che l'amico non manteneva la promessa, il maestro pensò bene di ricordargliela.
"Se non ti ho ancora invitato - si giustificò questi - danne la colpa ai tartufi che quest'anno non sono buoni".
"Ohibò! - esclamò Rossini - Sono certamente i tacchini che spargono queste frottolo... per non farsi riempire!".

mercoledì 25 febbraio 2009

La canzone delle ostriche

Rossini si trovava a letto, pur essendo giorno inoltrato, con un foglio di carta e una matita: in quel periodo stava componendo "La gazza ladra". Ad un tratto bussò alla porta un certo Bortolo, al quale era debitore di un migliaio di lire per numerose forniture di ostriche, senza le quali, si disse, non poteva vivere. La visita del Bortolo mirava, per l'appunto, alla riscossione del denaro dal musicista o, in caso contrario, al suo arresto per debiti. Il pagamento dell'onere si concretizzò, incredibile a dirsi, in questo modo particolarissimo: l'ostricaro, che celava un'insospettabile vena poetica, chiese al maestro, riservandosi di mantenerlo a ostriche durante il suo soggiorno milanese, di rendere immortale una propria poesia col suo genio musicale. I versi non solo furono musicati all'istante, ma entrarono a far parte della nuova opera rossiniana, passando alla storia come "la canzone delle ostriche".

Sulle ostriche l'Oettinger, uno dei più fantasiosi biografi rossiniani, attribuisce al maestro questo pensiero: "L'ostrica è come la manna celeste di cui i savi rabbini raccontano che ha la proprietà di sembrare sempre nuova al palato e di prendere quel gusto che si desidera. Una colazione senza ostriche è un pranzo senza maccheroni, una notte senza luna. Diem perdidi! dico io ogni giorno che passa senza ostriche e senza maccheroni!".

venerdì 13 febbraio 2009

Insalata benedetta

Questa appetitosa insalata è stata creata da Rossini, come risulta da una sua lettera a sua moglie Isabella Angelica Colbran quando ancora non erano sposati. In questa comunica il successo che sta avendo il suo "Barbiere di Siviglia" e, per l'appunto, la scoperta di una nuova insalata. La ricetta è stata poi riportata nel libro "Le muse in cucina" (1965) ed è oggetto di un sonetto, scritto su sue indicazioni, del poeta pesarese Alessandro Procacci e nel libro "Rossini Armeno" così recita:
Angelica, ti porto a conoscenza
della scoperta fatta in questo mese,
un'insalata che può avere pretese
di non temere alcuna concorrenza.
Devi prendere olio di Provenza
al quale aggiungerai senape inglese,
una spruzzata di aceto francese,
olio, pepe, lattuga e con prudenza
del succo di limone.
Indi tagliato
un buon tartufo
aggiungere dovrai
il tutto ben sbattuto e lavorato.
Il nostro Cardinale che ha gustato
questo superbo piatto come mai,
la sua benedizione m'ha inviato.

domenica 8 febbraio 2009

Gioacchino Rossini: compositore e buongustaio

Gioacchino Rossini non era soltanto un grande compositore, ma di lui è altrettanto nota la sua predilezione per la buona cucina. In cucina non è stato soltanto un buongustaio, ma anche un valente cuoco. Questo gli valse una menzione da parte del famoso Alberto Cougnet (storico e geografo della cucina), autore de "L'arte culinaria in Italia", come "principe dei gastronomi". Di Rossini si scrisse che prendeva lezioni di culinaria dal famoso Carême che ideò per lui un pasticcio di cacciagione di cui lo immaginava molto ghiotto e a cui egli replicò dedicandogli un brano musicale: Weckerlin riferì questa notizia intesa dalla cantante Maria Alboni che aveva letto un articolo pubblicato da "Revue et Gazette musicale de Paris" nel 1945. Il libro "4.000 anni a tavola" di Massimo Alberini riporta una confidenza di Carême, secondo cui il Rossini avrebbe accettato l'invito a recarsi negli Stati Uniti solo se, assieme a lui, si fosse trasferito là anche il cuoco.
I piatti comunemente definiti "alla Rossini" sono circa un centinaio e tra questi sono compresi quelli dedicatigli nel secolo scorso ricordando alcune sue opere, come i "pasticcini alla Figaro" o la "torta alla Guglielmo Tell".
Se vi interessano ricette "storiche" continuate a seguire il blog perché ne abbiamo molte da pubblicare, comprese tantissime realizzate da Rossini o a lui dedicate!

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